Pietro Morando. Tra Pellizza, Carrà e Severini. Viaggio nel tempo di un giramondo alessandrino - Palazzo del Monferrato

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ARCHIVIO / Pietro Morando. Tra Pellizza, Carrà e Severini. Viaggio nel tempo di un giramondo alessandrino

15 aprile - 15 giugno 2014

Pietro Morando tra Pellizza, Carrà e Severini. Viaggio nel tempo di un giramondo alessandrino è il titolo della mostra a cura di Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella, progettata con Line Lab di Giorgio Annone, ospitata a Palazzo del Monferrato e organizzata con il supporto e la collaborazione della Camera di Commercio di Alessandria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, della Provincia di Alessandria, del Comune di Alessandria e della Collezione Davide Lajolo.

La mostra - sostenuta anche da importanti sponsor privati quali Confindustria Alessandria, Guala Dispensing, Kimono Casa, Rolandi Auto, Centrale del Latte di Alessandria e Asti, “Il Piccolo”, Radio Gold, Alessandria News - è ospitata al piano nobile dello stesso palazzo in cui è accolta da alcuni anni in permanenza la collezione di Davide Lajolo. Il legame molto profondo tra il critico e l’artista si ripropone a pieno titolo in questa occasione espositiva.

Pietro Morando è considerato il pittore alessandrino per eccellenza e per notorietà. La sua figura è stata ampiamente esplorata in precedenti esposizioni monografiche. La mostra attuale, invece, vuole proporre una lettura del suo lavoro in chiave nuova, mettendo in evidenza da un lato le radici culturali del suo procedere, dall’altro i legami di collaborazione e di vera amicizia che ebbe con alcuni importanti protagonisti della vita artistica del suo tempo, proiettando la sua figura in una dimensione più ampia di quella in cui la tradizione è solita collocarlo.

L’esposizione si snoda attraverso un percorso in cui vengono evidenziati: il ruolo fondamentale di Angelo Morbelli nella sua formazione milanese, l’attrazione esercitata dal divisionismo di Pellizza e il fascino lontano di Segantini, l’amicizia e la reciproca considerazione con Leonardo Bistolfi, il sodalizio in età matura con Carlo Carrà, il rapporto con Cino Bozzetti e, infine, il ruolo di Morando come collaboratore responsabile nella realizzazione del mosaico di Gino Severini al palazzo delle Poste di piazza della Libertà. Questi sono soltanto alcuni esempi di un “social network” che, per l’epoca in cui visse, collocano Morando tra gli artisti più attivi e partecipi delle vicende espressive del suo tempo. Lo dimostrano anche i rapporti epistolari, improntati a una reciproca stima, con altri artefici della pittura e della scultura italiana del ‘900, tra i quali ricordiamo Adolfo Wildt, Francesco Messina, Arturo Martini, Ottone Rosai. La passione e l’interesse per le esperienze delle avanguardie divisioniste lo ha indotto fin da ragazzo a compiere a piedi, tra l’altro, una sorta di pellegrinaggio nell’Engadina di Giovanni Segantini. Un vero e infaticabile giramondo, che successivamente usa la bicicletta come mezzo di trasporto ecologico ante litteram con la quale compiere una sorta di grand tour in giro per l’Italia. Ha occasione, durante quei viaggi, di conoscere Filippo Tommaso Marinetti e di aderire idealmente al futurismo: in linea con le istanze “filobelliche” del movimento, parte volontario per la guerra 1915 – 1918: la realtà e gli orrori della guerra di trincea saranno descritti in presa diretta con una serie di appunti visivi che costituiranno il corpus del volume I giganti, pubblicato nel 1926 con la prefazione di Leonardo Bistolfi. Al termine della guerra completa la sua formazione non solo in Italia, ma anche in altri paesi europei e in Sud America.
Morando, con una scelta che lo avvicina al suo nume tutelare Giuseppe Pellizza, decide poi di stabilirsi nella sua città natale che lo vedrà protagonista anche nell’organizzazione di eventi culturali di primo piano. Le nuove generazioni di artisti alessandrini, tra cui Andrea Canestri, Egle Pozzi Biginelli, Cesare e Vittorio Bruno, Ferdinando Ferraris, per la notorietà che Morando nel frattempo aveva raggiunto, riconoscono in lui non solo un vero e proprio maestro, ma una persona da cui ricevere consigli e aiuto.

Pur nella diversità delle opinioni, anche i suoi coetanei come Alberto Caffassi ed Eso Peluzzi si confrontano con Morando in un dibattito culturale di non comune vivacità, generato dalle occasioni espositive assai frequenti negli anni tra le due guerre.

La mostra
Nelle sale del piano nobile di Palazzo del Monferrato sono esposte cinquanta dipinti di Pietro Morando, circa trenta opere dei suoi maestri e dei suoi contemporanei: Giuseppe Pellizza, Angelo Morbelli, Leonardo Bistolfi, Cino Bozzetti, Alberto Caffassi, Carlo Carrà, Gino Severini.

La maggior parte dei lavori appartiene a collezioni pubbliche di Alessandria: Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Comune di Alessandria, Provincia di Alessandria.

Altre provengono da collezioni private.

L’allestimento non segue un percorso cronologico, ma vuole sottolineare rapporti, rispecchiamenti, affinità e suggestioni tra i dipinti di Morando e degli altri artisti, giocando sulle sottili provocazioni visive che nascono dal confronto tra i diversi modi di interpretare soggetti analoghi.
Il percorso si completa con i lavori di nove artisti contemporanei – Mario Annone, Vito Boggeri, Antonio De Luca, Mario Fallini, Davide Minetti, Nadir Montagnana, Massimo Orsi, Tamara Repetto e Giovanni Tamburelli – ai quali, con un “azzardo consapevole” è stato chiesto di realizzare un d'après (da intendere come un’opera con cui un artista rende omaggio ad altri artisti del passato, riconosciuti come propri maestri e fonti d’ispirazione).

Il catalogo

È prevista la pubblicazione di un catalogo che sarà realizzato in corso d’opera, in quanto documenterà il percorso della mostra così come verrà allestita sulla base del progetto espositivo, con i lavori realizzati ad hoc dagli artisti contemporanei.
Il catalogo sarà presentato nel corso di uno speciale evento che avrà luogo durante la mostra, un’occasione di richiamo della quale sarà data preventiva ampia informazione agli organi di stampa.
Il catalogo edito da Line Lab di Giorgio Annone contiene i testi dei curatori e di Davide Lajolo, Laurana Lajolo e Dino Molinari ed è in vendita alla mostra ad € 10.

Orario d’apertura
Dal 15 aprile al 30 maggio 2014
Da martedì a venerdì 16.00 – 19.00
Sabato e domenica 10.00 – 13.00; 16.00 – 19.00

Inaugurazione martedì 15 aprile ore 18.00
Ingresso gratuit
o

Coordinamento dell’accoglienza
UNITRE Alessandria - tel. 0131-23 55 00

Comunicato stampa di fine mostra

Foto: Giorgio Annone

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