Lorenzo Delleani. Il cenacolo di Sofia di Bricherasio - Palazzo del Monferrato

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ARCHIVIO / Lorenzo Delleani. Il cenacolo di Sofia di Bricherasio

30 gennaio - 3 maggio 2009


La celebrazione del maestro, della Contessa Sofia sua allieva, del tempo e dei luoghi che lo videro protagonista indiscusso del cenacolo artistico e culturale dalla stessa contessa creato, nonché del fermento culturale piemontese, ha vissuto attraverso questa prestigiosa mostra – inserita nell’ampio progetto di Palazzo Bricherasio su Lorenzo Delleani, nel centenario della morte - e attraverso le iniziative collaterali che hanno illustrato l’intenso rapporto del maestro con il territorio alessandrino, soprattutto con
Fubine, sede del castello di cui proprio Sofia di Bricherasio fu proprietaria (oltre che di Palazzo Bricherasio di Torino e del Castello di Miradolo) fino al 1950, anno della sua morte.
Un’ occasione unica per rileggere la vita e l’opera di Delleani, la figura artistica della Contessa Sofia di Bricherasio - esponente di quel fenomeno culturale particolarmente diffuso nel Piemonte dell’Ottocento, che va sotto il nome di "dilettantismo aristocratico" - magistralmente indagato da Mauro Galli - nel quale si concentrarono quegli artisti che, per privilegio di nascita, poterono dedicarsi alla pittura per puro diletto, senza pressioni di mercato ed incombenze di ordine pratico.

Il rapporto artistico tra la contessa e Delleani, si fa risalire al 1886, data in cui il maestro fu ospite dei Conti di Bricherasio nel castello di Fubine, ed in quello di Miradolo.

Sofia divenne sua allieva, facendo notevoli progressi – soprattutto nella produzione di tavolette di paesaggio, dipinte dal vero con una tecnica rapidità, tesa a cogliere l’impressione visiva – tanto da venire selezionata tra i pittori piemontesi per partecipare alla I edizione della Biennale di Venezia.

La mostra intende ricreare l’atmosfera artistica e culturale di questo cenacolo aristocratico esponendo opere di Delleani e dei suoi allievi (Sofia di Bricherasio, la nipote del maestro Nina Delleani, Mario Viani d’Ovrano, Giuseppe Levis e Giuseppe Buscaglione) e ha come oggetto il rapporto tra la contessina, il suo maestro e le varie figure che hanno caratterizzato il clima culturale piemontese della seconda metà dell’Ottocento, rapporto animato da altre importanti figure - come Leonardo Bistolfi, il Capitano Caprilli e il fratello di Sofia, Emanuele, che fu tra i fondatori della FIAT – e che è stato approfondito in sede di appuntamenti collaterali alla mostra e che hanno visto la collaborazione della Fondazione Francesca e Pietro Robotti d’Italia e il Centro Studi Monferrini.


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